UNA DOMENICA D'AGOSTO

Pubblicato il 10 agosto 2015 da Giorgio

Il Gigi D'Alessio nazionale cantava..."le domeniche d'agosto, quanta neve che cadrààà.." e non ci è andato lontanissimo...una bufera di pioggia con annessi fulmini a 10 metri, e pezzi di albero che volavano ovunque, è stata la premessa di questa seconda domenica d'agosto 2015.

I° tappa domenicale :
Diga di San Giuliano (MT)

Posto davvero ben curato, con area pic-nic a due passi dall’acqua e vista sul lago/diga.
Appena si arriva, si pensa subito all’essenziale. Mangiare. Focaccia come Dio comanda.

Poi giusto qualche altra foto, un po' di sano relax su una seggiolina arrangiata. Il tempo inizia a peggiorare, si sente il cielo rimbombare da lontano e si alza il vento.

Non c'è molto tempo, il cielo si tinge di grigio, il cattivo tempo è molto vicino. Sistemiamo tutto, pronti a scappare via in caso di pioggia improvvisa. Prendo il treppiedi e mi lancio verso la riva del lago per provare qualche scatto con il 14mm grandangolare.

Sono riuscito a fare solo un paio di foto, e per la fretta che iniziasse a piovere non ci ho dedicato nemmeno molta attenzione. Giusto mentre provavo una terza foto le nuvole cariche di pioggia sono arrivate...e qui è scattata la fuga verso la macchina. Ormai non c'era più nulla da fare, rimanere aveva poco senso anche perchè fuori tra bufera di pioggia, fulmini a 10 metri (un albero sulla strada del ritorno era stato praticamente spezzato a metà), e rami che volavano dappertutto, era inutile aspettare cosi esposti.

II° tappa domenicale : Matera

Quindi via, si torna a Matera. Qui aspettiamo giusto il tempo che il cielo schiarisce e torna il sole, poi si esce a fare due passi. Il percorso inizia sempre dai soliti punti di approdo, oggi però questa chiesa (che non mi ricordo mai come si chiama) aveva una luce particolare, mi attirava senza un vero perchè.

Laura, nel frattempo, si chiedeva dubbiosa che cavolo ci stesse facendo là vicino una ragazza, con la telecamera puntata verso la propria faccia, che parlava da sola. I dubbi di qualche serio problema mentale della tizia presto sono condivisi anche da me.

E allora proseguiamo. La strada conduce al classico punto panoramico, visto rivisto e stravisto. Credo che per quanti turisti fanno 'sta foto ogni giorno, questo punto sarà protagonista come minimo di qualche milione di scatti fotografici. Ma a me chemmenefrega, e quindi la faccio pure io. Tiè. (una delle poche che ho postprodotto a colori, perchè mi piaceva di più)

Dopo tutte le cose che sono capitate fino ad ora...passeggiate alla diga, corse sotto la pioggia, ri-passeggiate a Matera, una pausa caffè è d'obbligo. Altra foto a Laura, che dice sempre che viene male ma a me questa piace.

I sentieri nei Sassi sono infiniti. Puoi visitare Matera anche 100 volte, e scoprire sempre nuove strade, nuovi panorami, nuovi percorsi. Anche se stanchi, ci facciamo un giretto camminando senza meta, dove capita. Passiamo davanti a una piccola bottega. Appena fuori dalla porta la postazione di lavoro dello scultore, momentaneamente abbandonata a metà lavoro, causa sacra pausa per il sonnellino pomeridiano.

Ormai inizia a fare sera, le gambe iniziano a mostrare segni di cedimento, mi sa che è ora di tornare indietro. Peccato che chiacchierando e camminando abbiamo fatto un sacco di strada e non ce ne eravamo manco accorti. Mentre turisti con i sandali e i calzini bianchi ci passano davanti tutti allegri, noi come barboni ottantenni ci spalmiamo sul primo muretto a tiro.

Durante la strada di ritorno (anche qui vagando senza una precisa direzione), ci passa davanti una cucciolata di gattini. La foto ai gattini è un dovere morale per ogni fotografo del nuovo millennio, hahaha, ma mentre mi avvicino tutti scappano via. Solo uno, con spirito felino, cerca di mimetizzarsi su un tronco, sperando di non essere scoperto. Pure i gatti conoscono il nascondino, roba da matti.

La camminata si è conclusa, giungiamo a un nuovo punto panoramico (questo davvero mai visto). Prima di andare via mi arrampico su un muretto, scavalcando una bassa recinzione ormai arrugginita. Uno scatto a colori per concludere una carrellata (quasi) tutta in bianco e nero. La visita è finita, andate in pace.