BUDAPEST E LA PRIMAVERA SUL DANUBIO BLU

Pubblicato il 14 maggio 2016 da Giorgio

E' stata un'avventura, un'avventura magnifica.
Con questo articolo racconterò per postera memoria (compresa la mia, alquanto scarsa) qualche aneddoto sul viaggio che ho fatto a Budapest con Laura, in aprile 2016. Ci saranno un sacco di foto, belle e meno belle, ma tutte profondamente vissute e non solo scattate al volo per puro piacere del click. Budapest è stata una bellissima scoperta...nel mio giro di conoscenze in pochi l'hanno visitata e non è tra le più citate quando si parla di belle città da visitare, cosa che mi ha aiutato moltissimo a scoprire una città meravigliosa senza partire da preconcetti o false illusioni.
Ma andiamo con ordine, procederò seguendo l'ordine temporale dei giorni che ho passato nella capitale Ungherese.

20 APRILE  -  PRIMO GIORNO

Atterriamo nel primo pomeriggio all'aereoporto di Budapest-Ferenc Liszt, dopo un viaggio abbastanza turbolento causa maltempo sotto le nostre chiappe volanti. Rimaniamo stupiti del fatto che pur essendo lo scalo di una capitale è parecchio piccolo e spartano (praticamente una volta scesi dall'aereo si supera a piedi tutta la pista fino alla zona coperta). Vabbè, d'altronde noi abbiamo volato con una low-cost che è già molto se ci ha fatto atterrare sani e salvi.
Arriviamo in centro dove rintracciamo il nostro alloggio e, una volta lasciato tutto l'armamentario pesante di valigie, borse e borsette, si esce a fare due passi.

"…ma tanto Budapest è piccola, si gira a piedi in poco tempo…”

UN UOMO SAGGIO (?!?) DISSE

Mai idea fu più malsana e sbagliata, ma vabbè, avremo modo di riparlarne....
Si passeggia con tranquillità scoprendo strade dai nomi impronunciabili e palazzi davvero maestosi. La prima sosta la facciamo vicino il Ponte della Libertà (Szabadság híd, ecco il primo esempio di nome impronunciabile). A costo di essere investito mi posiziono simmetricamente rispetto al ponte e scatto al volo questa foto che, onestamente, ammèmipiacemolto.

Il ponte è davvero caratteristico, con le linee ferrate del tram che ci passano attraverso, creando una sorta di binario naturale per la lettura dell'immagine. Il traffico su questi ponti è abbastanza scorrevole, sopratutto su quelli più "piccoli" come questo. Tuttavia non mi andava di aspettare un momento in cui non ci fossero state auto, cosi via col click e parte la prima foto.
Piccola parentesi sulle foto. Per puro gusto personale ho scelto di emulare sul digitale la resa di una pellicola analogica Kodak UltraMax 800, con relativi colori leggermente sbiaditi (mi piacciono tantissimo) e relativa grana. Se quindi siete di quelli che si scandalizzano per il minimo puntino di rumore digitale sappiate che c'è, e il bello è che ce l'ho messo di proposito, muhuahuahuaha.
Piccola parentesi numero 2. Alcune foto qui presentate sono scattate con il cellulare, e quindi poichè non sono un capolavoro di qualità lo segnalerò debitamente volta per volta nella descrizione sotto le foto. Avrei voluto presentare una carrellata di sole buone foto scattate unicamente con la fotocamera, ma in alcuni momenti non mi è stato possibile usarla quindi per raccontare in maniera più completa questo viaggio mi avvalgo anche di queste foto più cagose...
Il tempo di fare qualche selfie (in vacanza tutto è concesso, anche il selfie/ricordo) e si torna in giro.

Foto scattata con il cellulare

Torniamo alla realtà e alla passeggiata. Decidiamo di scegliere un ristorantino di pesce consigliato da TripAdvisor....peccato che sia davvero a milioni di km da dove siamo noi ma...ricordiamo...eravamo ancora convinti che "...ma tanto Budapest è piccola, si gira a piedi in poco tempo...". Dopo circa tre quarti d'ora buoni di passeggio (piacevole per carità) si arriva all' "Halkakas" dove assaggiamo un buonissimo pescegatto (che dalle mie parti in Italia non esiste). Spendiamo davvero una cifra ridicola, qualcosa come 3000 HUF (fiorini ungheresi), ovvero una decina di euro...in due...e si que me gusta.
Distrutti dal passeggio decidiamo di tornare a casa, con annessa altra camminata di mezz'ora. Per questa giornata le foto finiscono qui, le mie energie sono fluite tutte nelle gambe e nei piedi, il cervello era in riserva.

21 APRILE  -  SECONDO GIORNO

Freschi e riposati come bulbi di rosa ad Aprile, ci apprestiamo a affrontare una intera giornata nella capitale magiara. Di buon ora raggiungiamo la Grande Sinagoga di Budapest (Nagy Zsinagoga), vicinissima a casa. Scegliere l'alloggio in un punto strategico, secondo me, è uno dei tanti fattori che decreta la riuscita o meno di un viaggio. Alloggiare in un punto comodo ti permette di poter raggiungere tutto e senza troppi sforzi. Noi alloggiavamo nel quartiere ebraico, Erzsébetváros, pieno di localetti e animato la sera, ma allo stesso tempo vicino allo snodo centrale della metro e praticamente nel cuore di Pest.
Giunti in Dohány utca, troviamo la sinagoga ancora chiusa cosi approfittiamo del tempo libero per vagabondare nei vicoletti del quartiere ebraico e per scattare qualche foto all'esterno della Sinagoga, che è stupenda.

Arrivato l'orario di apertura, riusciamo a fiondarci al primo sportello libero per l'acquisto biglietti e quindi siamo i primi a entrare (cosa mooolto buona per poi fare ottime foto senza gente in mezzo !!). Questa Sinagoga, a detta della guida, è la più grande d'Europa e seconda al mondo e rispecchia il filone ebraico-neologo, una corrente che ha cercato di far avvicinare le tradizioni ebraiche a quelle delle altre religioni per cercare di ridurre l'emarginazione a cui erano sottoposti gli ebrei d'Ungheria.
La Sinagoga è spet-ta-co-la-re. Davvero da vedere.
L'interno è pieno di incisioni, decori, e il simbolo della stella di David è ripetuto milioni di volte in tutti i colori e dimensioni....per terra, sulle finestre, sui banchi, sui muri...è ovunque.

Un consiglio per chi dovesse andarci...spendete i soldi in più per la guida (in carne e ossa)...ne vale davvero la pena !! Vi farà notare un sacco di dettagli che sicuramente non riconoscereste, ma che sono interessanti !! E' disponibile in diverse lingue e, miracolo, c'era anche la signora che parlava in italiano. Senza la guida la visita si fa in pochi minuti e non si impara niente di nuovo, perciò qui la consiglio assolutamente.

La visita poi procede alla parte posteriore alla Sinagoga, parte dove è collocato un albero commemorativo per le vittime della Shoah, insieme a un piccolo cimitero per le vittime accatastate a mucchi durante il periodo in cui li era situato il più grande ghetto ebraico d'Ungheria.
Vi è anche la targa dei personaggi che sono stati definiti "Giusti fra le Nazioni" per aver aiutato ebrei a sopravvivere, ed è stato bello trovare anche alcuni nomi italiani, tra cui Giorgio Perlasca, sul quale credo ci abbiano fatto anche un film sulla RAI.
Ma andiamo oltre. Presi da un certo languorino e da sana curiosità, decidiamo di andare a vedere il famoso Mercato Generale (Nagycsarnok) in Vámház körút. E' una struttura enorme, a due piani, con decine e decine di piccole botteghe. La struttura richiama molto l'art dècò, e anche esternamente è un palazzo carino e attraente.
Uno che non lo sapesse non direbbe mai che dentro vendono salsicce, cavoli e merletti.

Al piano terra ci sono le botteghe del comune "mercato" quindi frutta, verdura, macellai, forni, eccetera.
Si passa quindi dal fruttivendolo che urla come un dannato al distinto venditore di vini e liquori tipici, con centinaia di bottiglie esposte...

Fino alla bottega tipica, che espone una delle cose più rappresentative d'Ungheria....la carne. Gli ungheresi amano moltissimo la carne e sono esperti sul reparto macelleria...le botteghe di carne, con tanto di reparto salumi sono tantissime !!

I salumi, poi, sono fatti in tutte le forme, dimensioni, colori, consistenza possibili !! Ci sta quello duro, quello grosso, lungo e mingherlino...un po' per tutti i gusti insomma !!

Passeggiare tra le botteghe mette di buon umore...gente che compra, che vende, che ride, che mangia....una babele divertita e allegra che riempie l'aria di serenità.
Fotograficamente parlando è stato divertente scattare delle foto in questo posto, anche perchè probabilmente loro si sono abituati ai fotografi e non gli importa più di essere fotografati, quindi l'atmosfera è rilassata e passeggiare tra mille profumi/puzze è un vero piacere !!

Ovviamente ci siamo fatti coinvolgere da tutta questa babele di gente che si aggirava tra le varie botteghe e abbiamo assaggiato uno dei piatti tipici della capitale Ungherese...il làngos. Sarebbe tipo una pastella fritta in un metro cubo d'olio bollente. Una roba grande quanto una pizza, strafritta, condita con tutto e di più. I più puristi credo ci mettano sopra solo formaggio e panna acida (che tralaltro a Budapest usano ovunque in cucina), ma noi avevamo fame e abbiamo fatto riempire con altra roba i nostri langos.

Foto scattata con il cellulare

Dopo esserci abboffati come maiali all'ingrasso decidiamo di andare a fare due passi per digerire il miliardo e mezzo di calorie assunte per via orale.
Cosi rifacendo la strada al contrario, da dove eravamo arrivati, decidiamo di fare un salto al Museo Nazionale di Storia Ungherese (Magyar Nemzeti Múzeum). Grazie allo sconto studenti paghiamo una fesseria, roba di 2 euro a testa per l'ingresso.
Il Museo è enorme, e racconta tutta la storia della civiltà ungherese...dall'uomo primitivo fino alle prime guerre tribali, dalla dittatura comunista fino ai giorni nostri passando per le guerre mondiali. In sè il museo era molto bello e interessante, ma noi eravamo stati messi KO dal làngos ed avevamo i piedi gonfi come zampogne quindi lo abbiamo visitato abbastanza in fretta e senza soffermarci troppo sulle varie installazioni. Per chi è appassionato di storia, quindi, la visita a questo museo è un must.
Riposati in un piccolo parco fuori dal Museo (inutile sottolineare come ci siano ovunque aree verdi con panchine e prati calpestabili) ci incamminiamo verso la Basilica di Santo StefanoSzent István Bazilika ), che è nel cuore più antico di Pest.
La piazza antistante la Basilica è un piacere per gli occhi in quanto a forme e geometrie. Soffia un piacevole venticello e il chiacchiericcio della gente è un gradevole suono di sottofondo.

Entriamo nella Basilica.
Ci accoglie immediatamente un'atmosfera silenziosa, mistica e quindi percorriamo nella penombra, rischiarata solo dai lumini votivi, la zona riservata all'ingresso dei fedeli.

Percorrendo ancora qualche metro sentiamo improvvisamente dei canti e poi una voce squillante. Ci accorgiamo cosi di essere entrati proprio durante una funzione religiosa. Evidentemente il momento di silenzio che ci aveva accolti era una pausa all'interno della funzione stessa. Da praticanti cattolici ci è parso strano sentire le frasi a cui noi siamo abituati, lette e commentate in una lingua stranissima e lontanissima dalla nostra. E' stata una sensazione alquanto strana.
La chiesa, all'interno, è maestosa. Oro, statue, opere d'arte ovunque. Per rispetto verso la funzione in corso ho scattato una sola foto, di fretta, dal fondo della chiesa, cercando di fare meno casino possibile, nonostante la comitiva di cinesi fracassoni appena entrata.

Intanto fuori inizia a tramontare il sole. Questa giornata va finendo, ma ci aspettano ancora alcune chicche interessanti.
Abbiamo infatti prenotato per la sera alle 19,30 una gita con battello che ci porterà sul Danubio, mostrandoci le bellezze di Budapest da un insolito punto di vista.
Prima però, camminando verso il molo di imbarco del battello, ci fermiamo al famoso Ponte delle Catene (Széchenyi Lánchíd). Forse è il più famoso dei ponti di Budapest, con i suoi enormissimi leoni a guardia dei due imbocchi del ponte. Con il sole ormai al tramonto ho voluto catturare una foto un po' diversa dalla solita prospettiva frontale del ponte. Sullo sfondo, vicino al sole che tramonta sulla città, si intravede il campanile della chiesa di Mattia Corvino, che visiteremo (da fuori, ahimè) il penultimo giorno.

Avendo ancora un po' di tempo libero decidiamo di sederci su un prato vicino il ponte delle catene, giusto per alleviare la stanchezza al nostro poco allenato apparato locomotore. E' qui che inizio a mettere in dubbio seriamente la citazione fatta all'inizio sul fatto che Budapest fosse piccola e non ci saremmo stancati molto a camminare...
Nel frattempo Laura adocchia dei soffioni giganti, che rapidamente vengono sradicati per fare una foto simpatica. A nostra discolpa possiamo dire che in fondo per un soffione essere sradicato e poi soffiato via è forse la fine migliore che possa desiderare. O almeno credo...bhè, pazienza.

Il tempo del cazzeggio è finito e dobbiamo incamminarci verso il molo del battello, altrimenti poi ci toccherà aspettare quasi un'ora per l'altro turno.
Arrivati senza prenotazione, riusciamo tuttavia a fare tutto in pochi minuti accomodandoci poi nella sala di attesa per l'imbarco. Non eravamo in molti, forse in tutto sul battello una ventina, infatti c'erano molti posti vuoti. In pochi minuti giunge al molo il battello del turno prima, che scarica coloro che hanno finito il giro e carica noi. Ci sono varie compagnie che fanno sta cosa del giro in battello. Noi abbiamo scelto quella che viene considerata (stando alle recensioni online) la migliore, Duna Bella, della compagnia Legenda (http://legenda.hu/it/duna-bella). Noi abbiamo scelto il solo giro in battello, con bibita a piacere (analcolica o alcolica) al costo di circa 12 euro. Alcune compagnie offrono anche la possibilità di cenare a bordo mentre si naviga, ma a parte che il costo sale di molto (credo sia sulle 50 euro a persona) la gran parte delle compagnie offrono un buffet, sulla cui qualità del cibo nutro seri dubbi.
Scontato dire che per una coppia (ma pure da soli !) è una cosa da non perdere assolutamente. Dovete assolutamente fare il giro in battello !! E sopratutto, fatelo di sera !!
Il giro comincia, il sole ormai è tramontato. Finchè la nave si allontana dal molo e si allinea con la direzione del Danubio il cielo ormai è nero.
Passiamo inizialmente davanti alle famose terme con annesso hotel Gèllert, capolavoro d'arte cosi come praticamente tutta la parte storica di Budapest.

Mentre sorseggio il mio champagne (sicuramente del peggior discount di Budapest) sulla mia destra scorrono palazzi illuminati uno più bello dell'altro. Presto giungiamo nei pressi della collina del castello e li una foto è d'obbligo.

Il battello prosegue, e la sensazione che si prova è davvero bellissima. Il vento, il rumore delle onde contro le sponde del battello, i suoni che arrivano ovattati dalla città alla nostra destra e sinistra, tutto è magnifico !!! Il battello torna indietro facendo il giro al contrario per salire ora verso il Parlamento.
Passiamo sotto vari ponti ma quando arriviamo vicino il ponte delle catene, illuminato con migliaia di lampadine...è uno spettacolo che devo immortalare.

Proseguiamo ancora...il fiume nero si fonde con il cielo, e sono sempre più gasato e emozionato scorgendo all'orizzonte il profilo del Parlamento illuminato a festa.
Nel frattempo passiamo davanti un bel palazzotto, che onestamente non so manco come si chiama o cosa è, ma mi attira e quindi lo fotografo.

Ed eccolo, ci siamo, il Parlamento. Bellissimo, regale, illuminato come un gioiello splendente.
Già come palazzo è meraviglioso...poi con il riflesso sull'acqua e il buio che lo circonda è davvero uno degli spettacoli più belli che abbia mai visto.

Lentamente il battello prosegue il suo viaggio, arrivando praticamente vicinissimo all'isola Margherita. Li facciamo una sorta di testacoda marino e ritorniamo indietro, puntando verso il molo per il rientro.
Da questo punto è fantastica la visione d'insieme che si ha del Danubio con il ponte delle catene in lontananza, il Parlamento a sinistra, in fondo a destra il castello...stupendo.

Con l'entusiasmo a mille per la bellissima esperienza sbarchiamo, e torniamo sulla terraferma. Resta tantissima emozione per questo spettacolo e la felicità di aver fatto una cosa che rimarrà per sempre nei nostri ricordi.
Ho anche provato a realizzare un video, durante il passaggio davanti al Parlamento, video venuto ovviamente un po' mosso a causa del beccheggio del battello sul fiume.

Tornati nel quartiere ebraico dove alloggiamo ci mettiamo alla ricerca di un posto dove cenare. Ta-daaa l'occhio cade sull'orologio. Sono le 23 passate e a Budapest a quell'ora è più facile che trovi 100 euro a terra che non riuscire a trovare un ristorante aperto, con tutto che nel quartiere dove stiamo noi è pieno di locali. Per fortuna riusciamo a trovarne uno abbastanza ben recensito su TripAdvisor (sia santificato nei secoli dei secoli) e quindi la giornata termina qui.

22 APRILE  -  TERZO GIORNO

La giornata comincia presto oggi, le cose da fare sono tante e vogliamo vedere il più possibile. Poichè le scorte per la colazione vanno finendo, decidiamo di magiare qualcosa in qualche bar. Scopriamo, perciò, che buona parte della popolazione adulta di Budapest (diciamo dai 40/50 anni in su) non conoscono l'inglese. Ma non è che non sanno fare frasi complicate. No. Non sanno NIENTE. Manco una parola. E sorella cara, se hai un bar in pieno centro di una capitale, come cavolo fai a non sapere manco una parola di inglese....vabbè, riscopriamo il piacere perduto di comunicare a gesti, stile uomo di Neanderthal.
Ci incamminiamo verso il Parlamento e ci troviamo con gran botta di culo a vedere il cambio della guardia davanti il Parlamento. Davvero molto suggestivo. Finalmente riesco a fare una foto che stavo rincorrendo da due giorni. Mi ero fissato che volevo fare una foto al tram, cosi con un sincronismo da orologio svizzero riesco a scattare questa foto al momento giusto, foto che a me piace davvero molto. Vista l'assenza di tecnologia moderna potrebbe benissimo essere collocata boh, negli anni '50.

Il tempo stringe, quindi ci dirigiamo verso il centro visite del Parlamento, dove una donnona gigante dall'accento tedesco ci intima di incolonnarci per poter passare tutti attraverso "la porta maghnetika" e sopratutto "siete prekati ti mettere tutto in zaino, no zi pvò pottàre cottelli o armi da foko ( ma va !?!? )".
Inizia il percorso attraverso alcuni corridoi di uffici e stanze sontuose. Mi colpisce molto questo corridoio, e stando avanti al gruppo ho modo di fotografare senza gente davanti alle scatole.

Il giro continua, ma la guida non si dimostra interessantissima stavolta. Se infatti in occasione della visita alla Sinagoga davvero consiglio di spendere quei soldi in più per la guida, qui se non c'era non è che cambiava un granchè. Il problema è che qui se vuoi entrare devi per forza pagare la guida. Ho il sentore che più che come vere guide, servono piuttosto per evitare che la gente poi se ne vada a ficcare il naso dove non deve. Amen.
Finita la visita al Parlamento usciamo all'aperto e un cielo limpido e un sole che spacca le pietre ci accolgono, dandoci il benestare per i nostri programmi, ovvero una bella sosta all'isola Margherita. Lentamente iniziamo a passeggiare lungo il fiume dirigendoci verso il Ponte Margherita (Margit Hid).
Mentre camminiamo mi colpisce questa piazzetta, con il simbolo olimpico. Ho voluto fotografarlo perchè racchiude una delle cose che gli abitanti di Budapest trasmettono, ovvero amore per lo sport e per l'aria aperta. Ovunque ci sono panchine, parchi, piste per allenarsi e fare sport. Una cosa davvero lodevole che fa amare ancora di più questa città.

Finalmente giungiamo sull'Isola Margherita, praticamente una piccola isoletta sul Danubio, ricoperta interamente da parchi e verde a perdita d'occhio. Il tempo di trovare un buon posticino all'ombra ed ecco che ci si butta a terra come vacche gravide. La stanchezza dei miliardi di km fatti in questi giorni si fa sentire.

In un batter d'occhio abbiamo colonizzato il nostro fazzoletto di terra, spargendo tutti gli aggeggi che come muli portavamo addosso. Vicino a me, ovviamente, si accumulano tutti gli aggeggi fotografici della spedizione...

Qui ci rilassiamo un po', giocando con la fidata action-cam che mi sono portato appresso (Yi action cam). Laura mi scatta una foto nel mentre ho la sensazione che un uccellaccio mi abbia cagato in testa, ma per fortuna è un falso allarme.

Facendo altra piccola strage di fiori di prato, facciamo qualche altro scatto simpatico.
Lo sfocato (bokeh) di questo Canon FD 50mm f1.4 mi piace un sacco, sta nuova Sony FullFrame mi sta dando davvero tante soddisfazioni.

Qui trascorriamo tutta la mattinata, fermandoci anche a pranzo. Vicino al nostro appezzamento di terra colonizzato in mattinata c'è un piccolo chiosco, che prepara panini e hamburger con carne locale, oltre ad avere la solita mega-friggitrice immancabile per il làngos, che però stavolta evitiamo, giusto per provare altro. Rapido scatto con il cellulare di quello che sarà il mio "piccolo" panino con salsiccia ungherese arrosto.

Foto scattata con il cellulare

Dopo aver mangiato, e aver fatto i deficienti con una scassatissima macchina a pedali sfrecciando sui viali del parco tra la gente, decidiamo di visitare il quartiere del castello, situato sull'altra sponda del Danubio, a Buda. Buda e Pest sono le due metà di Budapest...fino al momento della costruzione del ponte sul Danubio erano città separate, poi si unirono in Budapest.
Vista la particolarità della conformazione della collina di Buda, dove c'è il castello e la chiesa di Mattia Corvino, decidiamo di prendere la funicolare ( Budavári Sikló ).
E' davvero caratteristica, perchè storica e non di quelle cabine moderne di plastica cinese. Qui una foto della cabina di comando situata alla sommità della funicolare, con una cabina in attesa del carico di passeggeri.

In questo video invece è possibile osservare il movimento reciproco delle due cabine della funicolare. Mentre una sale l'altra scende, in un balletto di scambio infinito.

Saliti alla zona del castello immediatamente appare imponente la struttura frontale del castello stesso, che ospita anche il Museo Nazionale. Purtroppo siamo arrivati tardi, e il museo e il castello sono chiusi. Dovremo accontentarci solo di una visita all'esterno.

Da qui si gode di una stupenda visita di Pest, visto che siamo su una postazione rialzata rispetto al resto della città (motivo per cui fu scelto di costruire qui il castello). Per poter scattare foto più panoramiche al Danubio e a Pest ci si può spostare più in fondo, guidati da una passerella. Si passa accanto a una torre con enormi vetrate colorate fatte a mano. Il sole ormai è al tramonto e mi colpisce la scena del sole che filtra attraverso le vetrate colorate, cosi ecco lo scatto.

Finalmente giunti sul muro di cinta, in una piccola rientranza, è possibile godere di un panorama pazzesco. Si vede praticamente tutto !!
E' bellissimo divertirsi a rintracciare i monumenti visitati e i luoghi che abbiamo imparato a conoscere questi giorni con un solo colpo d'occhio. Questo il panorama che si gode guardando verso Nord.

Il panorama è fantastico, cosi decidiamo di tornare qui per qualche altra foto quando il sole sarà completamente tramontato.
Nel frattempo usciamo dalla zona del castello e ci dirigiamo verso la chiesa di Mattia Corvino. Sulle guide che abbiamo consultato prima di partire c'erano pareri contrastanti circa questa chiesa. C'è chi diceva fosse stupenda, e assolutamente da visitare, chi invece diceva che poteva tranquillamente essere snobbata. A nostro parere è invece davvero una cosa da non perdere !!
Se non vi fidate fate male, guardate con i vostri occhi...

Mentre io mi diletto a scattare foto dai più disparati angoli di visuale, Laura realizza monologhi (con evidente divertimento dei turisti che la vedevano parlare da sola) con la mia action-cam. Sullo sfondo, parte del Bastione dei Pescatori, una sorta di muro di cinta con corridoio che permette una visione stupenda di Budapest. Prima probabilmente era a pagamento, visto il piccolo tornello scassato vicino le scale, ma ora è tutto aggratis, e questo ci piace.

Tornati sulla passerella vicino il castello prometto a Laura che mi servono giusto 5 minuti per realizzare una foto conclusiva del viaggio con il filtro ND. C'è un vento gelido e lo stomaco borbotta che l'ora di cena sta passando in fretta. Passano 65 minuti. Mea culpa. Laura è una santa. Credo però che l'attesa sia stata ripagata, a me sta foto piace un sacco.

Mi sono fermato a riguardare questa foto più volte nei giorni successivi al viaggio, una volta tornato a casa. E guardandola rivedo tutti i momenti vissuti in quei giorni, i posti visti, le persone conosciute, le camminate chilometriche e tutte le avventure passate. Sono e resteranno un ricordo pazzesco.
Ci resta ancora un giorno e mezzo da trascorrere a Budapest, ma da questo momento in poi non ho più fatto foto.
La mattinata dopo, 23 Aprile, difatti, la trascorriamo interamente alle terme Széchenyi (Széchenyi gyógyfürdő). Da non perdere se andate a Budapest !!!
Nelle piscine all'aperto l'acqua è bollente e fuori fa freddo, cosa inaspettata ma piacevole !! Ci sono decine e decine di vasche, interne ed esterne...acqua fredda, calda, bollente, termale, puzzolente, saune, idromassaggi, ecc....di tutto, di più. Non metto foto per pura decenza, ahahah.
Una volta usciti capitiamo per sbaglio nel grande parco Vàrosliget, dove quel giorno i vigili del fuoco e altre forze armate facevano una grande festa per i bambini, con stand di cibo tipico, dimostrazioni dal vivo di piccoli incendi, animazione per bambini. Il pomeriggio invece lo dedichiamo alla ricerca di qualche gadget per amici e parenti.
La sera, infine, la trascorriamo in una trattoria vicino casa, dove ormai con scioltezza ci destreggiamo nel menu in ungherese stretto e maneggiamo fiorini manco fossimo banchieri svizzeri.

La mattina dopo, 24 Aprile, si riparte di buon'ora.
Il nostro addio (anzi diciamo pure arrivederci) a Budapest è sentito perchè siamo stati davvero benissimo. Non è un modo di dire, è stata realtà.
E' stata un'avventura magnifica e come città ci ha colpito davvero nel profondo. E' una città a misura d'uomo. E' grande, è un pur sempre una capitale, ma allo stesso tempo non c'è il caos di una nostrana Roma, o Milano, o Napoli. E' giovane, è piena di verde, è aperta all'Europa e ha un futuro ancora davanti. Sta subendo un forte processo di modernizzazione dopo gli anni di stallo sotto il comunismo (come tutto il blocco ex-sovietico) e oltre a vedere un aumento del costo della vita (mi dicevano che una decina di anni fa la vita costava pochissimo, ora è quasi allineata al costo medio italiano) sta anche vivendo un processo di forte rinnovamento interno. Spero che riesca a mantenere la sua identità e le sue tradizioni perchè sono qualcosa di veramente caratteristico e folkloristico.
Il mio consiglio perciò è quello di metterla nella vostra lista dei posti da vedere almeno una volta nella vita, perchè è stupenda e fidatevi, non ve ne pentirete!!